Anno XIV - n° 76

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Luglio/Agosto 2026

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Anno XIV - n° 76

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Intervista a Papa Latyr Faye, di “Casa Sankara - Associazione Ghetto Out”


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Papa Latyr Faye 76

Sankara 76 1Perché nasce Casa Sankara e perché avete deciso di intitolare il vostro progetto a Thomas Sankara?

Abbiamo deciso di intitolare la struttura Casa Sankara per dare al progetto una COSCIENZA, un punto di riferimento che è Thomas Sankara, per quello che rappresenta nella lotta contro lo schiavismo in tutte le sue forme. Sankara diceva che lo schiavo che non lotta per liberarsi, merita completamente le sue catene. Dunque la lotta contro il caporalato e lo sfruttamento deve iniziare proprio dagli stessi uomini e donne che ne sono vittime.


Sono passati alcuni anni dalla creazione di Casa Sankara: volendo fare un primo bilancio, come ritenete stia andando finora? 

Dopo tanti anni di lotta, il bilancio è positivo, benché ci sia ancora tantissimo da fare. Siamo riusciti a portare fuori delle baracche centinaia di persone che oggi hanno una vita sociale e lavorativa molto diversa da prima, ma anche dare un segnale forte alle istituzioni che le cose possono cambiare se c’è una vera volontà di superamento degli insediamenti abitativi abusivi.


Sankara 76 2Nel Sud Italia esistono diversi ghetti in cui i migranti rischiano di restare imprigionati per diventare poi vittime di sfruttamento, come Borgo Mezzanone. Secondo voi cosa si dovrebbe fare per superare la situazione attuale?

Questa situazione può cambiare se diventa una priorità nel calendario politico delle Istituzioni dello Stato. Perché sono convinto che se queste persone (NdR, i/le migranti) fossero italiane, la situazione sarebbe molto diversa. Purtroppo questa gente non vota.


L’Unione Europea aveva messo a disposizione dell’Italia circa 200 milioni di euro per il superamento dei ghetti, ma quei soldi non sono stati usati e saranno restituiti. Secondo voi perché l’Italia ha fatto questa scelta?

Dei 200 milioni per il superamento dei ghetti possiamo ritenere che sia lo schiaffo più brutale e la risposta più grave che gli sfruttati residenti nelle baracche abbiano ricevuto. Erano la soluzione o la mezza soluzione per avviare un processo di cambiamento, ma credo che di questa situazione approfitti qualcuno che vuole lasciare le cose così come sono.


Sankara 76 3Lavoratrici e lavoratori migranti sono diventati essenziali per lo svolgimento di tante attività economiche, eppure diversi partiti affermano espressamente che i migranti dovrebbero essere deportati e rimandati a casa: come vi spiegate tutto questo?

Penso che la mentalità delle forze di destra non cambierà mai sull’argomento, perché si basa sull’ignoranza delle cose. Penso che chi ha veramente contezza di come funziona il mondo e dell’importanza delle relazioni internazionali, non può tenere un discorso di chiusura geografica e di politica internazionale e questo significa che molti non sanno neanche dell’importanza delle relazioni economiche tra l’Italia e gli altri Paesi. Ritengo che gli stranieri siano spesso solo una scusa per nascondere i limiti della propria politica e non affrontare i veri problemi dei cittadini italiani.


Secondo voi e per la vostra esperienza come si potrebbe favorire l'integrazione dei migranti nel mondo del lavoro e nella società italiana?

Penso che il razzismo non sparirà mai, perché finché c’è l’uomo ci sarà ignoranza e cattiveria. Il giorno in cui si percepirà la persona come una entità umana e non altro, non parleremo più di integrazione, ma semplicemente di inclusione e lo spazio diventerà una casa per tutti. È un sogno da realizzare, ma prima di tutto dev’essere condiviso e ognuno ha la sua parte da fare.


Nelle scorse settimane, in Calabria, alcuni lavoratori migranti che dovevano andare a raccogliere fragole in Basilicata, sono stati bruciati vivi e non è il primo episodio che si verifica: cosa pensate le istituzioni italiane debbano fare e cosa deve fare la società italiana rispetto a tutto questo?

Per l’episodio in Calabria prego con tutta la mia anima che sia l’ultimo, ma sono certo che non lo sarà. Semplicemente perché questi uomini e queste donne che si spaccano la schiena al lavoro in quelle condizioni, non sono ancora tutelati dalle istituzioni. La prima prova di questo è già la condizione in cui vivono nelle baracche e nei casolari abbandonati, pur essendo attori principali della filiera agroalimentare italiana … anche se percepiamo lo sfruttamento a tutti i livelli. L’assenza totale di politiche alloggiative contro i ghettizzati consegna la vita degli schiavi nelle mani della criminalità organizzata, che ha più controllo sul settore dello Stato stesso.


Sankara 76 4Un’ultima domanda: che ruolo possono svolgere le organizzazioni sindacali per tutelare lavoratrici e lavoratori migranti?

I sindacati li percepisco come i partiti politici. Non capisco come, coi numeri dei sindacati e dei loro associati così grandi, le forze di destra possano vincere le elezioni in un Paese in cui si parla di diritti al lavoro, di uguaglianza davanti alla legge e di solidarietà umana. Sono domande che mi sono venute perché se mettiamo insieme CGIL, UIL, CISL, ecc … e in Italia vince ancora la destra, c’è un problema da qualche parte. Non si può fare una campagna politica basata sul razzismo e l’esclusione e dopo sperare in un clima sociale migliorato per chi non è italiano o straniero. Quadrato Rosso

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