Anno XIV - n° 74

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Marzo/Aprile 2026

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Anno XIV - n° 74

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Il quadro di un’epoca: guerra, tecnologia, diritti


di Renato Nibbio [*]

Renato Nibbio 30 31

Nibbio 74 1Il numero 74 di Lavoro@Confronto offre un mosaico di riflessione civile e giuridico-sindacale: dal conflitto economico globale alla crisi del lavoro giovanile, dalla fragilità delle tutele femminili e digitali alla sfida del welfare integrato e dell'etica amministrativa. Gli autori delineano un quadro delle trasformazioni del lavoro, intrecciando dimensioni economiche, giuridiche e sociali: il lavoro come spazio di conflitto, diritti e trasformazione, dove diritto, tecnologia ed etica devono trovare equilibrio.

Matteo Ariano apre con una riflessione sulla riconversione industriale verso fini bellici, evocando il rischio di un'economia di guerra ed il ruolo del complesso militare-industriale, richiamando la responsabilità collettiva nei consumi e la necessità di una svolta culturale ed ecologica.

Marco Biagiotti analizza il disallineamento del mercato del lavoro giovanile: milioni di under 34 inattivi convivono con difficoltà di reperimento segnalate dalle imprese. Mismatch formativo, fuga dei talenti e debolezza salariale rivelano un sistema polarizzato e povero di opportunità qualificate.

Micaela Cappellini pone al centro la tutela del lavoro femminile, evidenziando l'intreccio tra attività ispettiva e amministrativa dell'INL. Discriminazioni legate alla genitorialità, dimissioni forzate e carenza di servizi mostrano come la parità resti incompiuta, aggravata da limiti strutturali di risorse e organico.

Mario Crispino affronta il "caporalato digitale" attraverso il caso Deliveroo: l'algoritmo esercita un potere direttivo senza riconoscere tutele, mentre il controllo giudiziario emerge come strumento di riequilibrio. Centrale resta la sfida regolatoria europea.

Yuleisy Cruz Lezcano evidenzia la condizione degli anziani lavoratori, segnati da ageismo e precarietà: pensioni insufficienti spingono al lavoro irregolare, rivelando la contraddizione tra svalutazione sociale e sfruttamento economico.

Antonella Delle Donne rievoca la strage di Cannavinelle del 1952 come simbolo della mancanza di tutele e punto di partenza del percorso normativo sulla sicurezza. La memoria storica diventa monito: gli infortuni mortali restano ancora elevati.

Fabrizio Di Lalla riflette sull'inserimento dei Carabinieri nell'INL, segnalando il rischio di una percezione "militarizzata" della vigilanza. Il nodo centrale rimane l'inefficienza ispettiva e la scarsa attrattività della carriera pubblica.

Mario Saverio Di Martiis ricostruisce le vicende della Truck Center di Molfetta e di Paola Clemente, esempi di lavoro sommerso e giustizia lenta, che evidenziano la distanza tra responsabilità accertate e tutela effettiva dei lavoratori.

Luigina Lillo commenta una sentenza del Tribunale di Siena che dichiara nullo un licenziamento costruito con modalità ingannevoli, riaffermando buona fede, proporzionalità e dignità del lavoratore.

Giuseppe Lombardo analizza l'intelligenza artificiale nell'INPS, sottolineando che l'automazione deve restare governata da contrattazione, trasparenza e controllo umano per evitare la cristallizzazione delle disuguaglianze.

Deborah Lucchetti denuncia il paradosso delle "fabbriche verdi" in Bangladesh: sostenibilità ambientale senza diritti del lavoro, dove salari bassi e assenza di rappresentanza rendono la transizione ecologica una facciata.

Pietro Napoleoni esamina la direttiva europea sulla trasparenza retributiva, criticando il recepimento italiano per esclusioni eccessive e il rischio di legittimare contratti poco rappresentativi, indebolendo la lotta al gender pay gap.

Stefano Olivieri Pennesi propone un welfare integrato basato su previdenza e sanità complementare, per affrontare l'invecchiamento demografico, sostenuto da governance unitaria e educazione previdenziale.

Claudio Palmisciano presenta il Volume n. 12 della Collana Massimo D'Antona — «Cooperazione e lavoro» — frutto dell'impegno di Luigi Oppedisano ed Erminia Diana, scomparsa nel 2023. Il modello cooperativo viene riletto come «New Deal» per l'Italia: forma d'impresa capace di porre al centro l'essere umano, riconosciuta dall'art. 45 Cost., contrapposta alla «cooperazione spuria» che ne perverte i principi.

Silsan riflette sul rapporto tra dovere e libertà nel lavoro pubblico, evocato dal ricordo di Mario Camatti, individuando nella responsabilità interiore il punto di equilibrio tra etica e autodeterminazione.

Marco Vitelli e Andrea Nevi chiudono affrontando il sovraffollamento nei locali pubblici, proponendo strumenti tecnologici di monitoraggio a supporto della prevenzione e della sicurezza. Quadrato Rosso

[*] Direttore Responsabile di Lavoro@Confonto


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