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La sospensione dell’attività d’impresa

Una nuova opera arricchisce la Collana Massimo D’Antona
di Claudio Palmisciano

Palmisciano 7È stato presentato ufficialmente il 14 dicembre 2016, nel corso della riunione del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Prof. Massimo D’Antona il sesto volume della Collana Massimo D’Antona, Lavoro e Diritto dal titolo LA SOSPENSIONE DELL'ATTIVITÀ D'IMPRESA IN ITALIA, scritto da Francesca Narducci. Il libro verrà distribuito gratuitamente, a ridosso delle vacanze di Natale 2016, agli Uffici centrali e periferici del Ministero del Lavoro, alle Associazioni datoriali ed alle Organizzazioni sindacali, ai Componenti degli Organi della Fondazione, nonchè ai partecipanti alle iniziative convegnistiche, organizzate periodicamente dalla Fondazione, sul tema del "Diritto del lavoro".


Con questa opera (il cui sottotitolo è L’INTERVENTO ESTREMO DELL’ORDINAMENTO A PROTEZIONE DELLA SALUTE E SICUREZZA DEI LAVORATORI) Francesca Narducci “si propone l'ambizioso e difficile scopo di esaminare la funzione, la natura e la disciplina di uno degli istituti forse più ‘audaci’ e ‘coraggiosi’ che l'ordinamento italiano ha previsto e disciplinato nell'ultimo scorcio di storia: il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale.”


Palmisciano 18 2La Narducci, dopo aver indagato sulle basi del diritto del lavoro sia nella normativa nazionale che in quella comunitaria ed internazionale arriva ad individuare “le ragioni che hanno spinto il Legislatore a ricorrere ad un istituto così particolare da spezzare ogni legame con il passato: si trattava di dover arrestare quella crescente catena di morti “bianche” che la normativa allora vigente non era in grado di evitare o, quantomeno, di circoscrivere a quelle ipotesi di assoluta inevitabilità e, quindi, a quelle ipotesi che neppure l'agente modello avrebbe potuto governare.”


E dopo aver esaminato la fitta evoluzione normativa sul tema della sospensione l’Autrice arriva alla scoperta, definita sorprendente, che “la norma che regola il fermo dell'attività lavorativa altro non è che il punto di approdo di un dialogo, all'inizio un po' timido e restio, poi, più deciso e fiducioso, tra la prassi amministrativa e l'Autorità legislativa”.


Insomma, sostiene la Narducci “la specialità del provvedimento e la conseguente peculiarità della relativa disciplina ne fanno un istituto affascinante che non può non suscitare la curiosità di chi se ne imbatte.”


È ancora una volta soddisfatto Fabrizio Di Lalla, Presidente della Fondazione Prof. Massimo D’Antona, per questa nuova opera che va ad arricchire la Collana Massimo D’Antona, giunta al suo sesto appuntamento. “Questo saggio di Francesca Narducci – ha dichiarato Di Lalla - è un lavoro complesso e completo sull’intervento pubblico più invasivo del nostro ordinamento nei confronti della libertà d’impresa, assunto come estrema ratio a protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. L’autrice nell’affrontare l’argomento dimostra non solo competenza ma anche particolare chiarezza espositiva. Pur nel rispetto della terminologia e del frasario giuslavorista, espone, infatti, le sue tesi in una forma comprensibile e piacevole.”


“Nella ricerca dell’evoluzione storica dell’istituto in questione – ha aggiunto Di Lalla - parte da lontano andando a ritroso nel tempo soffermandosi sull’interventismo fascista, legato alla concezione della supremazia dello stato sull’individuo. Ma la sua attenzione si concentra, naturalmente, sul periodo successivo con la riconquistata libertà, per verificare la politica nel campo del lavoro e solidaristica portata avanti in attuazione del principio costituzionale che pone il lavoro come fondamento della stessa repubblica.”


Insomma, conclude Di Lalla, “un’opera degna della nostra collana che, a sua volta, con essa si arricchisce di elementi di grande interesse non solo per gli studiosi ma anche per gli operatori del sistema. Un lavoro di ampia divulgazione che, ne sono certo, sarebbe stata apprezzata anche dal grande studioso cui è dedicata la nostra attività editoriale.”


L’uscita del libro di Francesca Narducci si inserisce così nella ampia azione editoriale messa in campo dalla Fondazione D’Antona che, a breve, darà vita ad una nuova pubblicazione della Serie Quaderni all’interno della quale verrà fornito un ampio resoconto, con ampia documentazione fotografica, dell’iniziativa convegnistica organizzata il 9 novembre scorso presso il Ministero del Lavoro che, come illustrato in un altro articolo di questo numero della Rivista, si è sviluppata in due importanti momenti: una tavola rotonda sul tema del lavoro giovanile e la cerimonia per la consegna del Premio Massimo D’Antona.


La Fondazione, inoltre, nel corso del 2017 ha in programma la pubblicazione di tre volumi. Il primo (il 7° della serie) sarà un vero e proprio vademecum sull’attività ispettiva, scritto da Piero Cascioli, Responsabile dell’Area Vigilanza 1 – Coordinamento – della Direzione Territoriale del Lavoro di Roma e vincitore del Premio Massimo D’Antona 2016, che potrebbe diventare un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli ispettori del lavoro impegnati nella attività di vigilanza sul territorio ma anche un elemento di maggiore supporto per l’attività delle imprese e dei consulenti del lavoro, impegnati quotidianamente a far fronte alla importante normativa presente oggi nel diritto del lavoro italiano.


La seconda pubblicazione del 2017, 8° della Collana, affronterà il tema della contrattazione collettiva aziendale in Europa un tema che sarà sviluppato da Federica Minolfi, Assegnista di Ricerca in Diritto del Lavoro Università G. D’Annunzio di Pescara – Vincitrice del Premio Massimo D’Antona 2015, studiosa della materia già attraverso la tesi di “Dottorato di ricerca in diritto europeo e comparato dell’impresa e del mercato” con la quale ha anche vinto il Premio Massimo D’Antona.


Infine, sempre nel 2017, la Collana Massimo D’Antona – Lavoro e diritto si arricchirà di una nuova opera (il 9° Volume) scritta da Marco Cuttone, Dottorando di ricerca in Diritto del Lavoro Europeo presso l'Università di Catania, sul tema del trasferimento d’azienda e degli appalti, argomento che Cuttone ha già affrontato in sede di discussione della propria tesi di laurea, grazie alla quale anch’egli ha vinto nel 2016 il Premio Massimo D’Antona. Quadrato Verde

L’AUTRICE

Francesca NarducciFrancesca Narducci, attualmente dipendente del Ministero del Lavoro presso la Sede di Milano, è nata a Cosenza il 14 febbraio 1975, ha studiato presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove si è laureata in Giurisprudenza con Tesi dal titolo Insider Trading: poteri di indagine della Consob e rapporti con l'Autorità Giudiziaria.
Nel 2005 si è diplomata presso la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali della medesima Università.
Nello stesso anno, dopo aver svolto la pratica legale presso l'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Milano, ha superato presso la Corte d'Appello di Milano l'esame di Stato per l'abilitazione all'esercizio della professione forense.

Nel 2013 ha conseguito, presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca, il dottorato in Scienze Giuridiche nel curriculum Diritto Punitivo dell'Impresa con Tesi dal titolo La sospensione dell'attività d'impresa in Italia: l'incontro tra l'azione punitiva e l'intervento cautelare dell'ordinamento per il ripristino del lavoro legale.

Nel 2015 si è diplomata all'Executive Master in Management delle Amministrazioni Pubbliche (EMMAP) presso la Scuola di Direzione Aziendale dell'Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano: nel 2014, all'interno del programma EMMAP, in study tour tra Bruxelles, Parigi e Strasburgo ha partecipato ad incontri strutturati sul ruolo delle istituzioni nella definizione delle politiche comunitarie ed a seminari di formazione presso l'Ecole Nationale d'Aministration francese.
 

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