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Di Lalla Cop 18L’urlo di una generazione perduta

di Fabrizio Di Lalla

La lettera denuncia del trentenne senza lavoro che si è tolto la vita, è come un urlo di dolore di una generazione perduta, che mette sotto accusa senz’appello una classe dirigente che ha consentito, purtroppo, tutto questo. Da tempo avevamo affrontato questo tema, consapevoli della sua drammaticità e ora cominciano a verificarsi gli effetti nefasti di una situazione che dura ormai da troppo tempo e che sta togliendo ogni speranza per un futuro migliore. Al dolore per la perdita di una giovane vita si è aggiunto tutto lo sdegno per come la notizia è stata presentata e trattata. Un tragico evento di grande impatto politico e sociale che andava evidenziato in prima pagina è stato ridotto a mero fatto di cronaca e accompagnato dal commento dello psichiatra che si è affrettato a chiarire che il gesto era la conseguenza di una mente debole e insicura.

Tutto ciò conferma l’indifferenza e il cinismo delle attuali classi dirigenti di cui la stampa ne è portavoce. Mentre le altre grandi nazioni hanno superato la crisi che ha colpito il mondo da un decennio, restituendo le speranze per il…

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Vademecum per gli ispettori del lavoro: un sostegno all’attività

di Claudio Palmisciano

Si svolgerà a Roma il prossimo a 1° aprile l’annuale Assemblea Nazionale della Fondazione Prof. Massimo D’Antona. L’occasione sarà utile per fare il punto della situazione rispetto ai diversi ambiti di attività in cui la Fondazione si esprime.

Un’occasione nella quale il Presidente e tutto il Consiglio d’Amministrazione della Fondazione si presentano al confronto con i Rappresentanti di tutte le regioni consapevoli di aver messo in campo tutto l’impegno possibile per realizzare ciò che nel 2001, in piena…

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La bocciatura della riforma sulla dirigenza pubblica

di Pietro Napoleoni

“Pensate che abbiamo fatto una legge delega con i decreti legislativi, per rendere licenziabile un dirigente pubblico che non si comporta bene, e la Corte Costituzionale ha detto che siccome non c'è l'intesa con le Regioni, e avevamo chiesto i pareri, il decreto è illegittimo”. È il piccato commento dell'ex premier Matteo Renzi dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha giudicato illegittime fondamentali norme della legge del 7 agosto 2015, n. 124, contenente le deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle pubbliche amministrazioni.

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