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Il Lavoro di nuovo in prima linea - L’occupazione innanzi tutto

di Fabrizio Di Lalla

Poletti SmallIl Ministero del lavoro è di nuovo in prima linea grazie al programma dell’attuale Governo in cui la riforma del mercato del lavoro è tra gli elementi essenziali e ritenuti strategicamente determinanti per superare la grave crisi economica che da alcuni anni ha colpito il nostro Paese e per invertire il trend di una disoccupazione ancora crescente mai così grave da decenni, che ha il suo fulcro nei giovani e nel meridione. Il progetto prevede due tempi: uno, vale a dire gran parte del cosiddetto Jobs Act, da realizzarsi a medio termine, con legge ordinaria, di cui avremo modo di parlare a tempo debito, rimette in discussione gran parte dell’apparato normativo. L’altro, che sta già producendo i suoi effetti, grazie al decreto legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 marzo scorso, ha come elemento centrale la deregulation per due importanti istituti quali l’apprendistato e il contratto a termine. Il Governo giustifica la riduzione di vincoli e limiti, con il sacrosanto obiettivo di facilitare le assunzioni. 

È questa la convinzione del Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, quando ribadisce che, da adesso in poi, le imprese non avranno più motivo di lamentarsi dell'ingombro della burocrazia, né tanto meno della carenza di flessibilità nella gestione delle assunzioni di nuovi lavoratori.

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Burocrazia e lavoro

di Claudio Palmisciano

Mai come in questo ultimo periodo, sono avvertite le problematiche legate alla riforma della pubblica amministrazione con una particolare attenzione alla esigenza di ridurre al massimo le incombenze burocratiche direttamente o indirettamente connesse alla realizzazione ed allo svolgimento delle attività di impresa e, naturalmente, alla creazione di nuovi posti di lavoro.

È anche giusto che, in un periodo difficile come quello che stiamo attraversando, la rivendicazione della società civile si faccia sentire sempre più e, anzi, proprio l'esigenza di cercare di superare in tempi brevi la attuale fase congiunturale impone lo studio e la proposizione di soluzioni che siano veramente in grado di portare il livello di funzionamento della macchina pubblica ad un livello di efficienza al passo con i moderni paesi occidentali [...]

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Detenuti al lavoro: da costo a risorsa?

di Renato Nibbio

Le tematiche legate alla carcerazione, o più specificatamente alla vita carceraria, presentano innumerevoli sfaccettature alle quali ci si accosta con visioni, spesso, antitetiche.

A dire il vero, sulle problematiche carcerarie c’è un’intensa attività dottrinale e pubblicistica [1] che rimane, però e non per scelta degli autori, circoscritta nell’ambito degli addetti ai lavori. E ciò nonostante gli sforzi per un sempre maggiore coinvolgimento della c.d. “società civile” anche con iniziative accattivanti che tendono a riconciliare la figura del detenuto con il “normale” contesto socio-culturale [2], affrancandolo dal marchio indelebile che porterà per tutta la sua esistenza, e che spesso “pregiudicherà” anche l’immagine, meglio la vita, dei propri congiunti.

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