x
Questo sito utilizza cookies propri e di altri siti. Se vuoi saperne di più, clicca qui. Continuando la navigazione ne autorizzi l'uso.
No

Di Lalla Cop 18L’anno che verrà

di Fabrizio Di Lalla

Finalmente ci siamo lasciati alle spalle le votazioni sul referendum. Non se ne poteva proprio più dopo mesi di scontri politici degni di miglior causa, come se, in altri termini, fosse in gioco il futuro dell’Italia che, come tutti sappiamo, è strettamente legato e messo in pericolo dalla difficile, lunga crisi economica. Il contrasto tra i vari gruppi e partiti politici che parteggiavano per l’una o l’altra soluzione, con i loro corifei seguiti da imbonitori senza scrupoli, vessilli logori e sdruciti e slogan inutili e inadeguati se non addirittura menzogneri ha paralizzato la vita politica come se una società che si dibatte in una crisi esistenziale che investe non solo l’aspetto economico, non avesse bisogno d’altro. In testa a tutto questo frastuono, le televisioni pubbliche e private hanno svolto il ruolo di mosche cocchiere con i loro servizi diffusi giorno e notte fino alla nausea, come se stessero commentando la prossima fine del mondo.

È questa a parer mio la dimostrazione che il gruppo dirigente che ha il controllo delle leve del Paese si sta allontanando sempre più dalla vita reale e dalle esigenze concrete della…

[Continua a pag 2]

> Leggi tutto

Ritorno al futuro

di Marco Biagiotti

“I lavoratori sono il motore del buon funzionamento  della  pubblica  ammini-
strazione: da loro, dalla organizzazione del lavoro, nonché dall’organizzazione delle singole amministrazioni, dipendono principalmente i tempi di risposta e la qualità dei servizi che vengono offerti ai cittadini e alle imprese”.

Sembra quasi l’epigrafe di un manifesto sindacale d’altri tempi l’incipit dell’intesa politica che le confederazioni CGIL, CISL e UIL hanno sottoscritto il 30 novembre scorso con il Governo pre-referendario, rappresentato dalla Ministra per la semplificazione e la pubblica…

[Continua a pag 3]

> Leggi tutto

Fatigare nell’epoca 4.0

di Stefano Olivieri Pennesi

Avviamo queste nostre riflessioni cercando di fornire alcune chiavi di lettura del nuovo modo di concepire e produrre beni e servizi e, quindi, del conseguente, necessario, lavoro dell’uomo, nella attuale tumultuosa società, osservata agli albori del terzo millennio.

Nella accezione più comune si parla di industria, o meglio economia 4.0, riferendosi ad un ripensamento complessivo dei vari processi produttivi che vengono adottati nei vari settori economici che prendono avvio dall’applicazione sistematica di nuove tecnologie…

[Continua a pag 8]

> Leggi tutto

© 2013-2018 - Fondazione Prof. Massimo D'Antona