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Anno V - N° 27

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Maggio/Giugno 2018

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Anno V - N° 27

Maggio/Giugno 2018

Effemeridi • Pillole di satira e costume

Quelli che contano


di Fadila

Ha detto qualcuno che gli uomini differiscono dagli altri esseri viventi perché mentre questi ultimi sono costretti a usare la violenza solo per la sopravvivenza, i primi se ne servono anche per imporre la loro autorità rivolgendo questa specifica caratteristica anche contro i loro simili.

La detenzione del potere è sempre limitata a pochi che la esercitano sui tanti e per questo, nel corso della storia, le classi emarginate hanno cercato di ribaltare la situazione proclamando programmi di estensione del bene comune.

Per tale obiettivo non si escludeva l’uso dei mezzi più cruenti; salvo, poi, il suo rapido tradimento. Un classico degli ultimi secoli è stato la rivoluzione francese con i suoi principi di libertà, uguaglianza e fratellanza, così innovativi rispetto allo statu quo esistente.

Per la loro affermazione sono state tagliate molte teste, salvo poi, dopo meno di un decennio, con la comparsa sul proscenio della storia di Napoleone, essere messi rapidamente nel cassetto, sebbene ancora sbandierati in ogni circostanza. Così i nuovi detentori del potere, espressione della borghesia vittoriosa, uniti a quelli vecchi, sottomisero i popoli di mezza Europa e ripristinarono, almeno per se stessi, i titoli nobiliari tanto aborriti dopo la presa della Bastiglia.

Anche la rivoluzione russa del 1917 era stata fatta con il garrire al vento dei vessilli del comunismo e dell’uguaglianza e il feroce terrore successivo giustificato dal pericolo della controrivoluzione.

Una falsa giustificazione questa che, durata oltre settant’anni, ha provocato feroci repressioni e fatto scorrere fiumi di sangue. È servita, invece, per salvaguardare il potere di una cerchia ristretta di gerarchi, che si potevano permettere il lusso di ogni ben di Dio, mentre la massa stava in condizioni pietose. E quando questa tragica farsa è finita e il regime è crollato miseramente, non c’è stato nessuno, dico nessuno, neanche tra quelli delle ultime generazioni a difenderlo.

Mentre discorrevo di queste cose con un amico, mi sono sentito rispondere dallo stesso quasi con insofferenza che non c’era bisogno di andare troppo lontano nel tempo e nello spazio per tali valutazioni; bastava fare attenzione a quello che stava succedendo in casa nostra, sebbene con metodi fortunatamente incruenti e un po’ all’amatriciana.

Fadila 27 1 WI movimenti che da tempo denunciano la cesura tra quelli che contano e la massa dei cittadini, accusando giustamente le classi dirigenti o come si ama dire oggi, l’establishment, di distacco e insensibilità verso i problemi della gente, oggi hanno avuto il massimo riconoscimento che si può ottenere in democrazia, vale a dire il consenso popolare. Così sono andati al potere con tali parole d’ordine, ma sono passati appena pochi giorni che già il gruppo dirigente dei vincitori fa pressione per entrare nell’Olimpo dei potenti chiedendone il riconoscimento. Addirittura qualcuno è arrivato a dire “lo stato siamo noi”, o “siamo l’ultima spiaggia per gli italiani”, cioè dopo di noi il diluvio, parafrasando addirittura il Re Sole, simbolo dell’assolutismo. Se e quando saranno cooptati dai potenti, dipenderà dalla durata o meno della gestione del potere che non pare debba essere breve perché come diceva un famoso politico della prima repubblica: “Il potere logora chi non l’ha”; non c’è dubbio, infatti, che rappresenta una calamita di grande potenza.

Dopo averlo ascoltato con attenzione, gli ho solo risposto che il tempo in genere è galantuomo. Quanto al logoramento, va detto che oggi tutto sta cambiando rapidamente e le affermazioni politiche di un tempo che erano prese quasi come leggi naturali, oggi si dimostrano spesso fallaci, proprio perché ai tempi nostri il progresso e le mutazioni in ogni campo hanno acquistato una velocità inaudita, mai vista prima. Quadrato Rosso

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