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Anno V - N° 28-29

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Luglio/Ottobre 2018

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Anno V - N° 28-29

Luglio/Ottobre 2018

Controlli interni e controlli esterni: chi controlla i controllori?


di Palmina D’Onofrio [*]

Palmina D'onofrio 26

D Onofrio 28 1Da alcuni decenni le Pubbliche amministrazioni hanno la necessità di predisporre piani per verificare se e in che misura i servizi da loro prestati siano rispondenti alla loro “mission” e soddisfacenti per il cittadino-utente. Alcune di queste verifiche, tipo quelle legata alla customer satisfaction sono rivolte prevalentemente a valutazioni e giudizi esterni all’amministrazione.

Esistono anche controlli interni per valutare atti, processi e performance, come, ad esempio, la regolarità del processo amministrativo-contabile e la qualità delle prestazioni delle risorse umane.

Anche l’Ispettorato Nazionale del Lavoro è chiaramente interessata a queste novità legislative e alla loro applicazione. Proprio nei giorni scorsi il capo dell’Ispettorato ha adottato e pubblicato un Decreto avente ad oggetto l’attività di Audit. Si tratta di un insieme di attività di “controllo interno” su materie che furono introdotte nel 1999 dal D.Lgs 286 e poi ampliate nel 2009 dal D. Lgs 150/2009 (cd decreto Brunetta).

Il Piano adottato è triennale ed è strettamente correlato al Piano delle Performance con le sue direttive e il Piano triennale per La prevenzione della Corruzione e della Trasparenza.

Le materie oggetto del controllo interno riguardano la regolarità amministrativa e contabile, il controllo di gestione, la valutazione della dirigenza, la valutazione e il controllo strategico. Queste verifiche mirano a capire se le attività svolte dall’amministrazione siano rispondenti agli obiettivi dichiarati nel Piano della Performance e se la gestione organizzativa amministrativa e contabile sia corretta e rispondente alle esigenze specifiche. Queste verifiche permetteranno, laddove vengano rilevate delle distorsioni, di apportare gli opportuni correttivi.

D Onofrio 28 2Per la realizzazione di queste attività l’Amministrazione ha adottato Linee Guida dove vengono descritte i principi, le procedure, le metodologie e gli strumenti di lavori del Gruppo Audit istituito nel giugno del 2018 (D.D. n. 19) per le attività di verifica della regolarità e dei processi e degli atti adottati.

L’Audit interno, viene precisato, è un’attività indipendente ed obiettiva di consulenza per migliorare l’efficacia, l’efficienza e l’economicità dell’azione amministrativa. Il gruppo è composto da 15 dirigenti di II fascia e da 20 funzionari di area III individuati a seguito di ricognizione e appositamente formato partecipando a un corso organizzato dalla Scuola Nazionale dell’Amministrazione (SNA). Vengono anche indicati i casi di incompatibilità del ruolo di Auditor incaricato. Nello svolgimento delle sue funzioni l’Auditor deve essere imparziale ed autonomo nel giudizio; competente con adeguata professionalità e garantire il massimo rigorosa correttezza. I rilievi che lo stesso evidenzia devono poggiare su elementi probanti e circostanziati e comunicati al soggetto verificato affinché questi possa apportare gli interventi correttivi necessari.

Vengono poi fornite indicazioni circa gli ambiti di intervento e le procedure anche comunicative da adottare dopo aver individuato la mappa dei rischi anche in riferimento all’attività ispettiva.

Il progetto Audit ha l’innegabile pregio di dare opportuni strumenti alla pubblica amministrazione per conoscere, misurare e valutare eventuali situazioni critiche che si frappongono tra gli obiettivi espressamente dichiarati e le azioni – intese in senso lato – rese. Ma trattandosi palesemente di percorsi interni, non sono suscettibili di ulteriori controlli e, quindi, c’è il rischio concreto che i rilievi oppure le soluzioni adottate non siano adatte. Spontanea sorge anche la domanda: chi controlla i controllori?

D Onofrio 28 3Ad avviso di chi scrive, trattandosi di uno strumento innovativo necessita innanzitutto di essere collaudato ma anche di essere capito ed implementato non solo dagli Auditors ma da tutti gli attori protagonisti, in quanto elementi come il grado di attenzione del personale rispetto alle materie dell’Audit e le esperienze formative e professionali di tutti hanno un ruolo significativo per ottenere buoni risultati.

Spesso invece si assiste a una cattiva “gestione” e ad una altrettanto cattiva comunicazione di questi “piani” che portano non tanto al malcontento come avviene in relazione alla valutazioni delle Performance ma a un disinteresse generalizzato. Anzi può addirittura capitare che qualcuno non sa proprio di cosa si parli.

Insomma sarebbe doveroso ricordare a chi di dovere che in ossequio alle Leggi non devono essere date mere “risposte protocollari” ma è opportuno far comprendere l’importanza di certi passaggi. In altre parole alla pubblicazione e alla adozione degli atti va fatta seguire la condivisione. Ma chi scrive è convinta che l’Ispettorato del Lavoro sta andando, pian pianino, proprio nella giusta direzione. Quadrato Rosso

[*] Presidente della Fondazione Prof. Massimo D’Antona Onlus

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