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Anno VIII - N° 42

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Novembre/Dicembre 2020

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Anno VIII - N° 42

Novembre/Dicembre 2020

I Patronati: risorsa importante per le istituzioni previdenziali pubbliche

Presidio indispensabile all’epoca del coronavirus


di Riccardo Rizza [*]

Riccardo Rizza 2017 03

La presenza attiva e diffusa dei Patronati in Italia è ormai consolidata da almeno cinquant’anni e si è radicata nel tessuto sociale ed economico del nostro Paese; in larga misura essi sono anche cresciuti con il Paese stesso, tanto da rendere le proprie strutture una presenza capillare e quindi vicina alle esigenze di tutta la popolazione e tanto da rendere adeguati i servizi e l’assistenza offerti alle nuove necessità dei cittadini secondo le sfide che di volta in volta il Paese si trova a dover affrontare.

Sarebbe riduttivo immaginare che la storia dei Patronati possa essere racchiusa solo nelle pratiche e nei punteggi che essi hanno accumulato nel tempo, occupandosi di pensioni, invalidità, pratiche sanitarie. L’apporto dei Patronati è stato determinante anche per rafforzare la presenza delle categorie sindacali fra i lavoratori.

Rizza 42 1In realtà tali Istituti nel perseguimento dell’interesse previdenziale previsto dall’articolo 38 della Costituzione assicurano la natura non lucrativa della loro attività e si rivolgono a tutta la generalità dei lavoratori con ciò costituendo un “nucleo costituzionale irrinunciabile”.

Infatti, l’importanza del ruolo svolto dai Patronati è stata confermata nel tempo da parte delle massime autorità istituzionali dello Stato, la Corte Costituzionale e il Parlamento nazionale, le quali hanno riconosciuto l’importanza dell’azione di tali Istituti.

In un sistema previdenziale così complesso come quello italiano, si può affermare che i patronati svolgono, inoltre, un importante ruolo di “mediazione culturale”, non solo verso le fasce più deboli della popolazione, ma anche verso le fasce alte. Queste considerazioni sono, del resto avvalorate dalla visione che gli enti previdenziali hanno del sistema patronati. L’INPS, ad esempio, nelle linee di indirizzo CIV 2004-2007 ha riconosciuto che il servizio di pubblica utilità da essi svolto sia da “considerarsi una risorsa importante per le stesse Istituzioni previdenziali pubbliche, nei cui confronti agiscono da interlocutore privilegiato affidabile, organizzato e dotato di grande professionalità, che contribuisce al miglioramento della qualità dell’offerta dei servizi resa ai cittadini. Si può pertanto affermare che le funzioni dell’INPS e quelle del Patronato pur essendo nettamente distinte, in quanto a quest’ultimo viene riconosciuto il ruolo della tutela e della difesa dei diritti dei lavoratori, sono da considerarsi assolutamente complementari”.

Tutti gli elementi finora indicati hanno motivato le scelte istituzionali effettuate dalla Corte Costituzionale e dal legislatore, che hanno entrambi confermato gli Istituti di patronato come i soggetti privilegiati per svolgere un delicato ruolo di intermediazione tra lo Stato da un lato e le richieste e le legittime aspettative dei cittadini nel settore sociale dall’altro.

Inoltre, oggi il valore sociale dei Patronati è in una realtà del lavoro dominato dalle nuove tecnologie, utile ed indiscutibile per il suo ruolo di veicolo essenziale di solidarietà.
 

Emergenza sanitaria: il ruolo dei patronati a sostegno dei cittadini


Le cronache degli ultimi mesi sono, purtroppo, caratterizzate dalla ben nota vicenda del Coronavirus. Nel tentativo di limitare il contagio ed i suoi effetti, sono state poste in essere una serie di misure che hanno fortemente limitato lo svolgimento di tutte le attività sociali. Inevitabili le ricadute anche sul mondo del lavoro e, quindi, sui Patronati che hanno mantenuto vive e attive le funzioni di tutela e assistenza.

Come indicato nella circolare del Ministero del lavoro, relativa all’emergenza sanitaria per Covid-19, che fa specifico riferimento all’attività degli Istituti di patronato e di assistenza sociale, tali strutture hanno continuato ad operare per assicurare servizi ai cittadini.

Tali organismi, per poter garantire non solo le tradizionali prestazioni, ma anche quelle attivate con i nuovi decreti legati all’emergenza coronavirus, hanno dovuto applicare radicali cambiamenti, adattando le modalità organizzative e di lavoro alla tutela di dipendenti ed utenti.

Ma quali sono i servizi legati al Covid-19 che i Patronati hanno prevalentemente assicurato?
Una delle principali attività è la trasmissione delle richieste di indennità Covid. Le indennità sono richieste da liberi professionisti, collaboratori coordinati e continuativi, lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri), lavoratori dello spettacolo, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli a tempo determinato, per i quali il requisito richiesto sono 50 giornate di effettivo lavoro in agricoltura nel 2019. Tra i beneficiari anche i collaboratori sportivi per i quali il bonus viene richiesto e liquidato da ‘Sport e Salute’ e non dall’Inps”.

Per quanto riguarda i lavoratori, le richieste riguardano in particolare il congedo Covid/19, il congedo parentale e i congedi per disabilità, ai sensi della legge 104/92 oltre che il bonus Baby-Sitting.

Nel settore dei congedi le maggiori criticità si sono evidenziate nelle compatibilità e cumulabilità tra le varie misure.

Altra novità importante è stata la proroga dei termini per la presentazione della disoccupazione agricola (1° giugno 2020) e della Naspi e della Disc. Coll , con prolungamento di 60 giorni rispetto ai termini ordinari.

Un altro aspetto molto importante, tra le richieste dei lavoratori, è quello della tutela della salute, con i riconoscimenti dell’indennità di malattia e, nei casi di infezione da Coronavirus contratta in occasione di lavoro, di infortunio lavorativo.

I patronati hanno programmato una serie di appuntamenti e di vademecum informativi alla popolazione sui decreti approvati dal Governo e sulle indicazioni attuative diramate dall’INPS al fine di fornire un quadro d’insieme sulle norme introdotte a seguito della diffusione del virus.
 

Patronato e assistiti: una relazione costruita nel tempo


Il rapporto di chi si rivolge agli istituti di Patronato è basato sulla fiducia: fiducia di chi si trova a vivere ed operare in un sistema che garantisce diritti sociali per il godimento dei quali si rileva un’oggettiva difficoltà di accesso da parte dei cittadini perché si tratta di un sistema legislativo complesso e in continua evoluzione.

L’utenza e le sue esigenze sono cambiate nel corso del tempo.

Le richieste al patronato non sono solo legate alla richiesta di pensione di vecchiaia o di invalidità civile, oppure alla domanda di Naspi o di assegni familiari.

Rizza 42 2Quello che il Patronato oggi offre ai propri utenti è molto di più: la possibilità di orientarsi in una nube di incertezza che è diventata una condizione naturale per ogni operatore del settore.

L’utilità dei Patronati si tramuta pertanto nella consulenza alle numerose incertezze e perplessità che presentano i cittadini in materia previdenziale e assistenziale.

Tale consulenza può anche non concretizzarsi in una pratica che “dà punteggio”, ma se fornita con competenza e professionalità, permetterà al cittadino di arricchire le conoscenze sulle garanzie e sui diritti spettanti e stabilire quella relazione fondamentale di “affidamento” che porterà quel cittadino a diventare un utente permanente nel corso degli anni perché ha trovato nel Patronato quell’aiuto e quell’assistenza di cui aveva bisogno.

[*] Rappresentante Regionale per il Friuli Venezia Giulia della Fondazione Prof. Massimo D’Antona. Responsabile della Sede provinciale di Udine del Patronato ENCAL-CISAL. Ha conseguito la Laurea in Diritto per le imprese e le istituzioni con la tesi dal titolo “Gli istituti di patronato e di assistenza sociale”

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