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Anno IX - N° 45

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Maggio/Giugno 2021

Rivista on-Line della Fondazione Prof. Massimo D'Antona

Anno IX - N° 45

Maggio/Giugno 2021

Per non dimenticare

20 Maggio 1999: un omicidio efferato nel centro di Roma


di Claudio Palmisciano [*]

Palmisciano 43 44 1

D AntonaIl 20 Maggio di 22 anni fa, erano da poco passate le 8 del mattino, in Via Salaria a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione, da dove era appena uscito per iniziare la sua normale giornata di lavoro, un commando terrorista uccideva il Prof. Massimo D’Antona; un omicidio efferato, deciso e portato a termine dalle brigate rosse , perché il giurista era stato individuato come la mente pensante del “Patto per l’occupazione e lo sviluppo”, firmato fra Governo e parti sociali alla fine del 1998.

Allievo del Prof. Renato Scognamiglio, nel 1980 D’Antona diviene professore di diritto del lavoro all’Università di Catania, per poi trasferirsi nella Seconda Università degli Studi di Napoli e, infine, all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. A lui è intitolata l'aula magna della Facoltà di Giurisprudenza della Seconda Università degli Studi di Napoli, dove insegnò Diritto del lavoro.

Autore di diverse monografie e saggi, con particolare attenzione ai temi delle garanzie del diritto al lavoro e alla privatizzazione del pubblico impiego, è stato anche tra i fondatori della rivista Il lavoro nelle pubbliche amministrazioni.

Palmisciano 45 4Consulente del ministero dei Trasporti durante il governo Dini. Successivamente sottosegretario dello stesso ministero, poi consulente durante il governo D'Alema del ministro Bassolino che lo incarica di coordinare la Commissione di esperti per la riforma degli ammortizzatori sociali e il Comitato consultivo per la riforma della legislazione sul lavoro. Come consulente del Ministero del Lavoro è tra gli estensori del Patto per lo sviluppo e l'occupazione siglato del 1993 e modificato nel 1998.

Scrisse diversi saggi in merito all'incoercibilità delle azioni di reintegrazione nel posto di lavoro, notando come le reiterate pronunce giurisprudenziali conformi ignorino le concrete possibilità di esecuzione e se esistano responsabilità penali per i datori che non eseguano il relativo provvedimento giudiziario.

Viene nominato nel 1996 Amministratore Straordinario dell’Ente Nazionale Assistenza al Volo, del quale poi diviene consigliere d'amministrazione nel 1997. La complessità dei contratti del settore del controllo del traffico aereo rappresenta per lui un forte impegno gestionale alla guida dell'ENAV. Nel 1998 si dimette dal Consiglio di amministrazione dell'ENAV.

Fra i suoi impegni più importanti va ascritto quello sulla unificazione delle regole fra lavoro pubblico e lavoro privato, alla creazione di una nuova dirigenza pubblica, alla disciplina della rappresentanza sindacale nel settore pubblico.

Il suo rapporto con il sindacato è stato connaturale al modo in cui interpretava il suo impegno di studioso. Nella Consulta giuridica e nell’Ufficio legale della CGIL, nelle sedi unitarie di dibattito sui problemi giuridici dell’occupazione e del lavoro, il suo maggiore impegno è consistito nella ricerca di percorsi e di soluzioni che connotassero il sindacato come soggetto della trasformazione e dell'innovazione, spesso mettendo in guardia da posizioni e impostazioni di mera conservazione dell'esistente.

Fu assassinato dai brigatisti rossi nella logica terroristica di annientamento di professionisti e servitori dello Stato legati ad un contesto di ristrutturazione del mercato del lavoro.

Palmisciano 32 33 1Nei giorni scorsi, in occasione dell'anniversario dell'uccisione di Aldo Moro e della commemorano delle vittime del terrorismo, in una lunga intervista rilasciata al direttore di Repubblica, Maurizio Molinari (La Repubblica, 9 maggio 2021) il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, fra le altre cose, ha dichiarato: “Negli anni di piombo la democrazia italiana ha sconfitto il terrorismo”. Il dovere morale è di “non dimenticare” e di fare luce sugli angoli ancora bui di ciò che avvenne perché “la completa verità sugli anni di piombo è un'esigenza fondamentale per la Repubblica”; per il sistema Paese c'è un'eredità importante da valorizzare: il “patto di cittadinanza” che si impose sui terroristi e di cui anche oggi c’è bisogno per unirsi e risollevarsi dopo la pandemia.

E ancora “l'esperienza della solidarietà nazionale dimostrò la capacità della Repubblica di sapersi unire, oltre i tradizionali confini di maggioranza e opposizione, contro un nemico che intendeva travolgere le libere istituzioni che gli italiani si erano dati. È la statura della nostra democrazia, è la Repubblica ad avere prevalso contro l’eversione che aveva nel popolo il proprio nemico”. Quadrato Rosso

[*] Direttore Esecutivo della Fondazione Prof. Massimo D’Antona

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