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Il Punto di Vista

di Sonia Uccellatori [*]

Sonia Uccellatori“Ridiamo dignità al lavoro a partire dagli Ispettori”

L'Italia è una “Repubblica democratica fondata sul lavoro”, ed in quanto “fondata sul lavoro”, se chiedessimo all'uomo della strada “chi vigila sul lavoro e dunque sui lavoratori affinché vengano rispettate le norme vigenti e le tutele previste”, in pochi risponderebbero, in prima battuta, “gli ispettori del lavoro”.

Infatti, dopo un secolo di storia, coloro i quali rappresentano il primo baluardo della legalità sul territorio dello Stato, si trovano a manifestare in forme, più o meno evidenti, per ribadire il loro ruolo, per chiedere diritti che da troppo tempo non vengono riconosciuti, ma soprattutto per rivendicare la loro dignità di ufficiali dello Stato. Negli ultimi mesi infatti, gli epiteti nei loro confronti, sui vari mezzi di informazione, si sono sprecati, da assassini, aguzzini, istigatori al suicidio, ecc.. Lavoro nero, mancato rispetto delle norme sulla sicurezza, sfruttamento della mano d'opera, sono solo alcune delle piaghe del mondo del lavoro da combattere. Eppure oggi, chi lo deve fare in prima istanza, è il bersaglio di attacchi ingiustificati, frutto forse, di uno dei difetti più grandi della civiltà moderna: la scarsa conoscenza delle nostre radici, della nostra storia, spesso mescolata alla cattiva informazione, che riesce a manipolare persino la cognizione della realtà che ci circonda.

È opportuno infatti ricordare che il primo esempio di ispettori del lavoro nacque proprio durante la seconda rivoluzione industriale, anni nei quali l'irreversibile e profonda trasformazione del sistema produttivo stravolgeva non solo l'intero sistema economico, ma anche, e soprattutto, il sistema sociale. Era dunque il lontano 1879, quando con la legge 3 aprile n. 4828, il Governo Depretis III istituì nell'allora Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio due posti di Ispettori dell'Industria e dell'insegnamento industriale. A tali Ispettori non vennero assegnati da subito compiti specifici, ma in seguito, con la legge Berti del 1886, vennero loro attribuite funzioni di controllo sul lavoro dei fanciulli. Furono proprio le forti istanze della c.d “classe operaia” ad esigere la presenza ed il controllo dello Stato nelle fabbriche. Purtroppo però, a partire da quegli anni, e durante i primi del 900', era fatto notorio e triste che le poche tutele presenti fossero effettive solo “sulla carta” e si lamentava l'insufficiente intervento dello Stato nel settore della Vigilanza. In particolare, nel 1904 si stipulò a Roma la Convenzione italo-francese, per regolare la protezione degli operai nazionali lavoranti all’estero, essa sancì il principio di organizzare in tutto il Regno un servizio di vigilanza funzionante sotto l’autorità dello Stato. A soli due anni di distanza, con la legge n. 380 del 1906 venne istituito l’Ispettorato del lavoro con la costituzione dei primi tre Circoli di ispezione di Torino, di Milano e di Brescia. Infine, con la legge 22 dicembre 1912 n. 1361, nacque l’Ispettorato del lavoro, essa assegnava a tale organo diverse funzioni distinte in: 

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  • obbligatorie: di vigilanza sull’applicazione delle leggi del lavoro e di studio dei problemi operai;
  • facoltative: di prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti di lavoro, quando invitati dalle parti.

Negli anni successivi, se si analizzano le trasformazioni subite da tale figura professionale, si nota come essa abbia seguito l'evoluzione della nostra società, evidentemente proprio per la stretta interconnessione che la stessa ha col nostro tessuto sociale. Infatti, sia durante la prima guerra mondiale, che con l'avvento del regime fascista, gli ispettorati del lavoro si trasformarono di volta in volta in amministrazioni periferiche di differenti dicasteri. Non a caso, in particolare, durante il ventennio fascista vennero estesi i loro compiti di controllo (Ispettorato delle Corporazioni).

5 Uccellatori 2Arrivando ai nostri giorni, in cui le diverse riforme giuslavoristiche hanno sempre di più ampliato i diritti dei lavoratori, gli ispettori del lavoro hanno avuto il ruolo di reprimere in particolare gravi fenomeni come il "caporalato" ed il lavoro sommerso. Da ciò, la loro figura era da sempre vista con grande rispetto dalla maggior parte dei cittadini, ed essere vincitore di concorso per ricoprire tale funzione, era sinonimo di orgoglio non solo per l'interessato, ma per le famiglie stesse.

Nei più recenti anni l'attività ispettiva ha mostrato un limite che risiede nel crescente numero di compiti ad essa assegnati, compiti che mano a mano hanno visto questo funzionario diventare sempre più un mero esecutore di norme legislative impartite dal Ministero di competenza. Se da un lato ciò ha lo scopo di un'applicazione della legge nella misura meno discrezionale possibile, e dunque di maggior tutela per i datori di lavoro destinatari dei controlli, d'altro canto rischia di non poter tenere conto di situazioni particolari, che meriterebbero trattazioni specifiche per tutelare coloro i quali, in particolare, in questi ultimi anni di crisi economica, lottano per tenere aperte le loro attività, come le piccole imprese artigiane che costituiscono la gran parte del tessuto economico del nostro bel paese.

5 Uccellatori 3Proprio la difficoltà economica che ci sta attanagliando, sembra aver intaccato anche i valori stessi della nostra società, a tal punto, a volte, da stravolgerli ed addirittura farci scordare che, quando ci lamentiamo ad esempio, di un contratto di assunzione non legittimo, dei riposi saltati “contra legem”, di retribuzioni salariali non corrette, dimentichiamo che è proprio l'ispettore del lavoro che ci può tutelare, in situazioni in cui, a volte, si ha addirittura paura di rivolgersi al Sindacato. Egli infatti, rappresenta, in primis, la presenza dello Stato sul territorio per il rispetto delle fondamentali tutele del Lavoro.

Non dobbiamo scordare chi prima di Noi non aveva quei diritti che in anni di dure lotte sono stati conquistati, e che nel mondo del lavoro di oggi, si ha sempre di più la sensazione che stiamo perdendo. Non delegittimiamo dunque, Noi stessi, coloro i quali, lavoratori al servizio dello Stato, sono chiamati a vigilare per conto del nostro Paese su alcuni dei nostri diritti fondamentali, Paese che ricordo, essere una Repubblica che è, e deve restare, fondata sul Lavoro. Quadrato Arancione

[*] Dirigente Sindacale - Cisl Funzione Pubblica Ferrara.

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